Pélé vtt – un pellegrinaggio in bicicletta

“Cosa desiderate? Perchè siete venuti qui?”: suor Mariagiulia e suor Annie in bici fino alla Madonna di Rocamadour con ragazzi delle medie e delle superiori

A dicembre scorso un giovane prete, père Roch-Marie, ci aveva cercato per dirci che aveva bisogno di “religiose in abito” che partecipassero a un pellegrinaggio estivo per ragazzi delle scuole medie. Incuriosite dalla proposta, audaci nel prendere un impegno così in là e, forse, non capendo benissimo il francese, abbiamo detto sì: così, dal 16 al 22 agosto io e suor Annie ci siamo trovate a partecipare al “pélé vtt”, pellegrinaggio in mountain-bike!
Il “pélé vtt”, ossia “Vélo Tout Terrain”, è una proposta della Chiesa francese, nata vent’anni fa da un sacerdote: egli andò assieme ad alcuni studenti in bicicletta al santuario della Madonna di Rocamadour. Visto il grande successo, ripropose l’impresa ogni anno, finché non si creò un vero e proprio evento, rivolto ai giovani del livello “college”, ossia delle scuole medie. L’odierna proposta si suddivide in tre giorni di preparazione e in cinque giorni di bicicletta, durante i quali si dorme in tenda, percorrendo strade di campagna e paesini, con lo scopo di arrivare ad un santuario mariano. Quest’anno siamo partiti da Vienne, città a un’ora e mezza da Grenoble, per arrivare al luogo di apparizioni mariano Notre Dame du Loisier dove il vescovo mgr. Guy de Kerimel ha atteso il nostro arrivo. Sessanta ragazzi delle medie e trenta del liceo formavano il piccolo popolo del “pélé vtt”: gli uni pedalavano, gli altri si occupavano di montare e smontare le tende, mentre diversi adulti allestivano il campo, cucinavano pasti, garantivano assistenza tecnica ai giovani ciclisti. Aveva tutte le sembianze per essere un bel Tour de France, se non fosse che infermiere, animazione liturgica, sacerdoti e seminaristi accompagnavano il percorso; e quest’anno anche le suore! Io ho ritrovato le mie radici scout nel montare e smontare tende; Annie la sua anima sportiva nel pedalare. Il mattino riuniva tutti per pregare e ricevere indicazioni tecniche; poi le strade si dividevano fino a tardo pomeriggio: chi si preparava con casco in testa e zaino in spalla a una giornata in bici, con tappa pranzo e “momento spirituale”, chi a smontare tende, caricare camion e raggiungere il successivo punto d’incontro.
Il compito assegnato a me e Annie si svolgeva all’interno di questo “temps spi”, un momento spirituale proposto ogni giorno sia ai ragazzi che agli adulti. Il tema erano i misteri gloriosi del rosario. Avendo notato come qui siano fin da piccoli abituati a pregare e cantare, ma poco a porsi domande su quanto accade loro, abbiamo deciso di impostare gli incontri così: io con adolescenti e adulti, Annie con un gruppo di ragazze cercavamo di guardare insieme alla giornata e a cosa essa suscitava. Il primo giorno ho chiesto ai ragazzi: “Cosa desiderate da questo pellegrinaggio? Perché siete venuti qui? Cosa desideri per te?” Di fronte all’obiezione se fosse una domanda spirituale o meno, mi sono accorta che, spirituali o meno che siano, domande simili mi hanno sempre aiutata a guardare alla mia vita. Da qui, a poco a poco, sono nati dei bei dialoghi.
È stato interessante vedere come il pellegrinaggio sia un gesto costruito da un piccolo popolo: famiglie, figli, religiosi. Grazie a questa occasione preziosa, abbiamo cominciato a toccare da vicino la missione e la Chiesa francese, e siamo tornate a casa piene di domande, osservazioni e rapporti che, se Dio vuole, potranno continuare.

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