Maria, fonte di speranza

di suor Marilù Arbesu

Qualche anno fa, una cara amica mi ha raccontato del grande dolore che provava dopo aver scoperto l’infedeltà di suo marito con una collega di lavoro. Sentendo la sua sofferenza, e volendo accompagnarla in un modo concreto, ho pregato la novena a Maria che soglie i nodi. Ho invitato anche lei a fare lo stesso, consigliandole soprattutto di esserle fedele, per lei e per suo marito, nella speranza che lui potesse accorgersi dell’errore.

Il primo segno di speranza l’ho trovato nell’immagine della Madonna che scioglie i nodi, nel suo gesto che prende in mano ogni nodo e lo scioglie con amore e tenerezza. Colei che non conobbe peccato, per amore, prende in mano il nostro e ci aiuta a scioglierlo.

Ho trovato un altro segno di speranza nel sentire un sacerdote raccontare le reazioni che ha il demonio quando in un esorcismo arriva la Madonna: la luce che Maria porta è per il diavolo insopportabile. Con questa certezza, la preghiera del rosario è diventata l’arma con cui ho accompagnato questi due amici nella lotta contro le passioni: non soltanto contro l’infedeltà, ma anche contro la rabbia e la tristezza che una situazione simile provoca.

Dopo qualche mese, ho sentito nuovamente questa amica. Mi ha raccontato che suo marito era tornato, pentito, a chiedere scusa. Mentre nei mesi si allontanava sempre di più, rimaneva colpito dalla fedeltà di sua moglie. Ogni sera, ad esempio, tornava a casa sempre più tardi per evitare di stare con lei, e trovava il suo piatto a tavola con la cena pronta per lui. Ad un certo punto si è chiesto cosa cercasse fuori che non avesse a casa, chi potesse avere per lui una tenerezza come quella. E poi, anche l’iniziare a pensare alla sofferenza che stava provocando ai suoi figli l’ha fatto tornare dalla sua famiglia.

Oggi, quando sto con questa amica, lei con parole molto semplici si vede grata di quello che hanno vissuto. Anche se riconosce il dolore e il male, è contenta perché questa situazione li ha fatti crescere, e alla fine li ha uniti più di prima.

A me questa storia ha insegnato non solo la potenza della preghiera e la grandezza di Maria, ma anche la collaborazione che siamo invitati a vivere nell’opera di Dio. Guardando a Maria fedele, noi impariamo la fedeltà; sentirci amati da lei ci fa muovere con un amore più grande di quello che siamo capaci di dare da noi stessi. La parte che più preferisco nel pregare Maria è la pace che nasce dal non sentirsi soli, ma guidati da colei che i Padri della Chiesa hanno chiamato “Stella Polare”.

Maria, fonte di speranza